L’Università della Sostenibilità è un’azione dell’associazione Economia e Sostenibilità volta ad organizzare corsi di alta formazione, conferenze e laboratori.

Le iscrizioni ai corsi si apriranno il 14 settembre 2015, il percorso didattico mira a  formare la figura dell’esperto di sostenibilità, rilasciando un attestato che certifica la frequenza e i risultati ottenuti.

In un momento storico di immobilità economica e sociale come quello che stiamo attraversando, il settore delle professioni legate alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico è uno dei pochi che conserva un certo dinamismo. I cosiddetti green jobs vengono dati in forte espansione da pressoché tutti gli analisti, seppur con proiezioni molto diverse a seconda degli investimenti dell’Unione Europea e dei singoli stati membri da qui al 2020.

In Italia, tuttavia, non esiste un percorso formativo specifico capace di creare le conoscenze e le competenze culturali e operative per adeguare il nostro sistema economico alle sfide ambientali richieste dal pianeta e dalle politiche UE. Il tema delle economie ecologiche (green e blue economy) viene solitamente proposto da una sola angolatura, puntando su un approccio esclusivamente tecnicistico o limitato ad alcuni interventi puntuali, oppure su una visione che enuncia principi relativi al futuro del pianeta senza affrontare i nodi teorici e pratici per la loro attuazione. Da questo tipo di approcci non emerge una risposta né per le imprese impegnate nel ripensamento dei propri orizzonti di sviluppo, né per chi, cittadini singoli e mondo politico-sociale, cerca una proposta di cambiamento nelle scelte collettive e negli stili di vita individuali.

A livello internazionale, al contrario, la figura dell’esperto di sostenibilità si sta affermando sempre di più come profilo richiesto sia dalle imprese che dalle realtà non profit, tanto che diverse università (come Harvard o la Swinburne University of Tecnology in Australia) hanno creato negli ultimi anni corsi specifici per ottenere dei Sustainability Certificates spendibili nei nuovi mercati del lavoro.


Il profilo dell’esperto di sostenibilità

L’università di Oxford calcola che nel giro di quindici/vent’anni il 47% dei lavori attualmente esistenti saranno sostituiti da macchine. Le parole chiave del mercato del lavoro nei prossimi anni saranno qualità, creatività e capacità di adattamento. La risposta offerta dalla maggior parte dei corsi di alta formazione a questa necessità continua di rimodellare sé stessi e la propria professionalità è: occorre essere esperti in qualcosa di tecnico e altamente specializzato, che sanno fare in pochi.

Secondo la nostra visione, per operare in un ambito complesso e in costante mutamento occorre allargare la propria formazione specialistica con un sapere  interdisciplinare che renda capaci di progettazione sistemica. Siamo convinti che chi vuole lavorare in questo campo debba possedere non solo competenze tecniche ma anche trasversali. Ci piace pensare che, come gli ecosistemi sono resilienti per affrontare gli shock ecologici, così un esperto di sostenibilità debba essere culturalmente biodiverso per poter comprendere e affrontare i cambiamenti della società.

Sulla base di questo principio, i corsi offerti dall’Università della Sostenibilità sono utili per tutti i ruoli che hanno a che fare con i processi di transizione delle comunità di individui verso una maggiore sostenibilità. In particolare:

  • Sustainability officer di aziende o enti no profit
  • Project manager (scrittura e gestione progetti per enti pubblici o fondazioni private)
  • Amministratori e funzionari pubblici
  • Dirigenti e quadri di impresa profit e no profit
  • Professionisti in campo ambientale
  • Operatori socio-culturali
  • Team leader di gruppi di lavoro in campo ambientale e sociale

Un nuovo approccio alla sostenibilità

Con l’Università della Sostenibilità EStà traduce il proprio approccio alla sostenibilità integrata in un percorso di studi innovativo, con l’obiettivo di formare professionisti in grado di intervenire in contesti complessi ed in continua evoluzione.

All’impostazione classica del concetto di sostenibilità, che mette in relazione ambiente, economia e società in un circolo virtuoso (fig.1), l’Università della Sostenibilità contrappone una visione più esperienziale, nella convinzione che il soggetto che opera un cambiamento è sempre una comunità di individui uniti da un criterio di appartenenza (ad esempio ad un territorio, un contesto lavorativo, o un progetto sociale), e che per ottenere risultati duraturi sia quindi necessario porre attenzione ai processi oltre che ai prodotti. Il taglio che ne deriva è necessariamente teorico-pratico, orientato alla formazione di figure professionali capaci di integrare economia, finanza, scienza naturale, competenze di progettazione, competenze organizzative e riflessioni strategiche su nuovi paradigmi (fig. 2).

Una tale impostazione, come si vedrà più in dettaglio nel piano dell’offerta formativa, rende evidenti alcune caratteristiche fortemente innovative rispetto alle proposte di alta formazione tradizionali, che tendono ad una sempre maggiore specializzazione, restringendo conseguentemente il campo formativo. L’Università della Sostenibilità, al contrario, si propone di allargare il bagaglio di competenze dei propri studenti, mirando non tanto alla specializzazione quanto all’integrazione tra competenze diverse e favorendo l’apprendimento reciproco in un ambiente eterogeneo, in cui persone con ruoli professionali e percorsi formativi differenti possono scambiare metodi e linguaggi.

La proposta si distingue quindi perché è:

  • Multidisciplinare: supera la dicotomia classica tra discipline scientifiche ed umanistiche mettendo in relazione aree di apprendimento diverse e complementari;
  • Flessibile: supera la rigidità del rapporto docente/discente e favorisce lo scambio peer to peer attraverso laboratori di approfondimento pratici;
  • Accessibile: è possibile frequentare per intero le due annualità previste dal corso di studi, o solo una, o oppure solamente alcuni corsi, integrando le competenze mancanti al proprio curriculum (ad esempio un ingegnere ambientale può scegliere di frequentare solo i corsi di economia e di facilitazione dei processi partecipativi, un sociologo può prediligere i corsi ambientali e quelli di progettualità integrata ecc.);
  • Internazionale: gli iscritti accedono ad una rete di soggetti internazionali che fanno di questo approccio multidisciplinare alla sostenibilità il loro core business, e possono conoscerli più da vicino attraverso brevi periodi di stage o ricerche svolte insieme.