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Si è chiuso con la lezione di venerdì 10 giugno il ciclo di corsi dell’Università della Sostenibilità per l’anno 2015/2016. Tema affrontato nella mattinata “Consultazione e partecipazione nei processi urbani e rurali”. Relatrice Chiara Pirovano, che da circa 20 anni lavora per il WWF Italia dove attualmente ricopre la carica di Responsabile reporting internazionale e metodologia di Programma.

Il WWF è un’associazione internazionale che si occupa di tematiche ambientali e ha come missione la salvaguardia della biodiversità, attraverso metodologie scientifiche vengono individuate aree importanti per la conservazione dell’ambiente ma nel contempo si è inserito il tema della partecipazione delle popolazioni che vivono in tali aree.

Chiara Pirovano ha portato l’esempio di come viene impostato un percorso di salvaguardia,  dopo aver proceduto alla individuazione del sito. La prima fase deve essere necessariamente l’informazione attraverso un linguaggio semplice e accessibile anche ad un pubblico generico. La seconda fase della partecipazione riguarda l’individuazione degli attori coinvolti e coinvolgibili, la definizione di mappe e contesti. Nella terza fase si passa alle vera e propria attuazione individuandone gli strumenti e i processi.

Molto interesse ha suscitato l’esercitazione proposta da Chiara Pirovano sull’individuare un percorso partecipato di recupero degli scali ferroviari dismessi, cercando di individuare le diverse fasi di attuazione di tale progetto, gli attori coinvolti e gli strumenti utilizzati. I gruppi di lavoro hanno elaborato proposte simili ma con diversi spunti di integrazione e arricchimento reciproco.

Nel pomeriggio è intervenuto Giacomo Petitti, socio fondatore e consigliere di EStà ed esperto in processi di facilitazione e progettazione partecipata.

Il focus della lezione è stata la partecipazione all’attività di progettazione. Attraverso il valore della partecipazione di tipo orizzontale (anche sulla scorta delle preziose indicazioni teoriche di Paulo Freire) ha descritto come la tradizionale attività di progettazione possa in primo luogo cambiare la funzione dei suoi attori, trasformando punti di vista e ruoli, e in secondo luogo come questo innesto faciliti il raggiungimento dei risultati e soprattutto la loro stabilità e durata nel tempo. Secondo una nuova definizione questo innesto istituisce i “Coopernauti” cioè i soggetti dove vive l’intreccio tra partecipazione orizzontale e progettazione efficace.

Questo tipo di partecipazione ha al centro la figura del facilitatore, ridefinita e rimodulata attraverso nuovi caratteri adatti alla complessità insita nella articolazione di un gruppo, nel quadro certamente di una più efficace progettazione, ma con un occhio rivolto alle dinamiche del cambiamento sociale.

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Processi partecipativi e progettare con metodo partecipativo

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