Uno scambio formativo “sostenibile”, per ora solo sulla carta, ma che ha tutte le intenzioni di far viaggiare, in prima battuta, tra i confini europei, le conoscenze e i nuovi progetti in materia di sostenibilità. E poi anche gli studenti.
Un Erasmus tra virgolette, perché non prevede la permanenza all’estero per lunghi periodi, sulla falsa riga di quello universitario, piuttosto la possibilità di stages formativi in alcune realtà che dialogano di sostenibilità in un network che si alimenta a vicenda.

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Nasce una rete di collaborazione internazionale sul tema della sostenibilità integrata, tema che si declina sul piano ambientale, sociale, economico e di progettazione, in un’ottica di formazione continua.
Està e UniSost firmano il progetto “Esperienti di sostenibilità”, finanziato per costruire nel prossimo futuro una piattaforma didattica, in grado di favorire uno scambio e un dialogo tra l’Università della Sostenibilità di Milano, che ha sede in Cascina Cuccagna, e tre partners di alta formazione, quali lo Schumacher College di Totnes, il Centro di Studi Sociali (CES) dell’Università di Coimbra e l’olandese RUAF Foundation.
EStà e UniSost hanno agito finora sui temi della sostenibilità integrata nei settori della ricerca e della consulenza/progettazione, accumulando un patrimonio rilevante di conoscenze e competenze, soprattutto progettuali. Le competenze pedagogiche e didattiche dei suoi soci e collaboratori hanno ora portato l’associazione a decidere per una strategia di diversificazione delle sue attività, capitalizzando le conoscenze nel campo della sostenibilità e sistematizzando in un quadro di proposta formativa coerente ed integrata le esperienze condotte in passato secondo modalità estemporanee. L’offerta formativa nel campo della sostenibilità integrata si inserirebbe in questo modo all’interno di un disegno strategico pluriennale dell’associazione che vuole aprire un ambito di servizi innovativo, strettamente in sinergia e in rapporto di reciproco scambio con gli ambiti già presenti e che per farlo ha bisogno di ampliare e ridefinisce l’assetto organizzativo complessivo dell’ente stesso, ponendolo in collaborazione con le migliori esperienze europee in materia.
Lo Schumacher College di Totnes è un progetto educativo fondato da Satish Kumar, uno dei padri della visione ecologica della sostenibilità, e situato a Totnes, dove ogni momento educativo traduce in pratica i principi della sostenibilità ecologica. Il Centro di Studi Sociali (CES) dell’Università di Coimbra si qualifica invece come un Laboratorio Associato del Ministero dell’Istruzione e della Scienza (MEC) dal 2002 che è dedicato alla ricerca e alla formazione avanzata nel campo delle scienze sociali e umanistiche. Mentre la RUAF Foundation è un’organizzazione non-profit registrata nei Paesi Bassi nata nel 1999 che promuove lo sviluppo di città sostenibili favorendo la sensibilizzazione, la generazione della conoscenza e la diffusione, lo sviluppo delle capacità, la progettazione politica, e la pianificazione delle azioni in materia di resilienza e equi sistemi alimentari urbani.
L’aspetto più innovativo della rete che andrà a prendere forma è la condivisione di un approccio formativo, che rappresenta la cifra di Està e di Unisost.
L’Università della Sostenibilità si discosta dall’offerta formativa tradizionale delle università e dei master italiani in quanto:
– olistica: considera scienze economiche, sociali e ambientali come non separate né separabili, superando la frammentazione della conoscenza, mantenendone il carattere di complessità e garantendo alla didattica una natura di “sistema”;
– interdisciplinare: supera la dicotomia classica tra discipline scientifiche ed umanistiche, mettendo in relazione aree di apprendimento diverse e complementari;
– accessibile: si fonda sui principi della Gift Economy, contenendo il più possibile i costi, armonizzando le quote di iscrizione alle possibilità di ciascuno e cercando di favorire la partecipazione di tutti.

Stages “sostenibili” e internazionali

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